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«Dio ci avvolge
e ci penetra
creandoci
e conservandoci»

Teilhard de Chardin

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L'acqua di un piccolo lago
riflette il cielo

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L'Ecologia di cui parlo

«Nessun incontro – con una persona o una cosa – che facciamo nel corso della nostra vita è privo di un significato segreto. Gli uomini con i quali viviamo o che incrociamo in ogni momento, gli animali che ci aiutano nel lavoro, il terreno che coltiviamo, i prodotti della natura che trasformiamo, gli attrezzi di cui ci serviamo, tutto racchiude un’essenza spirituale segreta che ha bisogno di noi per raggiungere il suo compimento. Se non teniamo conto di questa essenza spirituale inviata sul nostro cammino, se – trascurando di stabilire un rapporto autentico con gli esseri e le cose alla cui vita siamo tenuti a partecipare come essi partecipano alla nostra – pensiamo solo agli scopi che noi ci prefiggiamo, allora anche noi ci lasciamo sfuggire l’esistenza autentica, compiuta».

Queste parole di Martin Buber mi hanno incuriosita rispetto alle persone, alle piante, agli animali e alle cose che costituiscono l'ambiente in cui vivo. Penso davvero che l'esistenza di ciascuno sia arricchita dall'ambiente che abita. La natura è presente e dà un’impronta costitutiva ad ogni relazione: interviene in quella con Dio, coltiva la dimensione spirituale della gente che vive in un determinato luogo, nutre l’arte, la scienza, favorisce la realizzazione di tecniche diverse ed egualmente creative che aiutano le persone a fare del creato una casa.

L’umanità si muove all'interno di un equilibrio ecologico molto fragile dove niente è inutile. Basta guardarsi intorno per constatare come ogni essere sia in relazione con tutti gli altri e come ogni cosa sia profondamente legata alle altre. Quanto sono importanti questi legami per lo sviluppo della persona!

Ho scritto su questo tema alcuni articoli. Qui di seguito troverete alcuni spunti.

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Una provocazione certamente non inferiore alla guerra e alle ingiustizie è rappresentata dal saccheggio dell’ambiente naturale. Spesso i Paesi restano poveri perché costretti a sfruttare il loro ambiente e le loro risorse naturali pur sapendo di compromettere permanentemente le basi della loro vita, creando nuovi problemi che accrescono ulteriormente la miseria sociale ed economica. Si innesta qui il concetto di  sviluppo sostenibile. Si tratta della possibilità di utilizzare un bene naturale senza servirsene in maniera da sfruttarlo oltre il limite dello stesso e facendo in modo che le generazioni future possano averne beneficio, rispettando ambiente e risorse.

Senza eccessivi sacrifici è possibile utilizzare in modo corretto le risorse energetiche ambientali.
In quanto esseri umani comprendiamo i meccanismi naturali e abbiamo una certa capacità di controllo sulla natura che, con l’ausilio della tecnica e della tecnologia, è diventata un oggetto da manipolare; si è giunti ad averne una visione utilitarista, tralasciando il dato che noi stessi siamo parte della creazione. In un ambiente sempre più artificiale l’essere umano si ritrova impoverito e la persona subisce un cambiamento impensato dell’idea di realizzazione, si determina una disumanizzazione degli esseri e la natura retrocede perfino nei confronti di se stessa. La crisi che essa subisce è essenzialmente antropologica, cioè riguarda la persona umana perché è noto che alla radice dei problemi ambientali ci sono scelte e azioni di persone, ma la persona è anche il luogo dove questi problemi possono trovare soluzione (Rm 8).
Ad alcuni cultori dell’ambiente sembra che la cura dell’habitat naturale mortifichi la creatività.
Tuttavia la VC ha l’esempio di santi e fondatori che a contatto con la natura hanno liberato la propria e l’altrui creatività. San Francesco d’Assisi e Serafino di Sarov sono testimoni di un legame con la natura capace di condurre loro stessi ed ogni persona a Dio elevando ogni essere ad un alto grado di incandescenza spirituale. Tra le fondatrici odierne Chiara Lubich racconta l’inizio dell’Opera che Dio le affidava usando immagini mistiche che prendono spunto dal paesaggio naturale delle vallate trentine. I fondatori ci insegnano che all’esistenza autentica e compiuta non si arriva da soli, ma con una relazione ad ampio raggio che comprenda la natura il cui fine, secondo la Scrittura è entrare in Dio ed in questo cammino di pienezza si fa nostra compagna di viaggio (Ef 1, 9-10) perciò ha un valore in sé indipendentemente da come la usiamo.  Essa si rende presente e dà un’impronta costitutiva ad ogni relazione: interviene in quella con Dio, coltiva la dimensione spirituale della gente che vive in un determinato luogo, nutre l’arte, la scienza, favorisce la realizzazione di tecniche diverse ed egualmente creative che aiutano le persone a fare del creato una casa.
Essere uno strumento di pace in un mondo ferito e contraddistinto per la sua violenza, per la mancanza di rispetto è una sfida che ci assumiamo, ma è anche il nostro sogno più ricco di speranza. Pace in terra, pace nelle relazioni, pace interiore è quello che speriamo, il nostro impegno, come figlie e figli del Dio della pace. Ed è nello spirito dei nostri fondatori che possiamo ritrovare in noi la possibilità di vivere da profeti nel nostro tempo e considerarci vivi dentro una comunità di vita per le relazioni che legano un essere all’altro.

Dai cenni qui tratteggiati si comprende come gli argomenti concernenti la Giustizia, la Pace e l'Ecologia si intersechino, si integrino e ciascuno sconfini nell’altro. La nostra vita è ricca e complessa quanto il mondo in cui viviamo.


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